Munga’s Weblog

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Archivio per Febbraio 2008

Knut l’orsetto polare

Pubblicato da munga su +000029292008bMon, 25 Feb 2008 14:18:47 +0000UTC 11, 2007

La mamma ha dato alla luce l’orsetto polare Knut lo scorso dicembre 2006 ma poi lo ha ignorato; sulle sue sorti si è divisa la Germania: era stata paventata l’ipotesi di sopprimerlo solo perchè presumibilmente da adulto potrebbe avere problemi comportamentali. Ma una vera e propria sollevazione popolare in suo favore ha forse scongiurato per sempre questo pericolo.

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L’orsetto Knut ha fatto il suo debutto in società: allo zoo di Berlino è ora possibile ammirarlo al pari di tutti gli altri animali. Le azioni realtive allo zoo di berlino hanno registrato forti aumenti grazie all’orso bianco e l’affluenza allo zoo di Berlino ha avuto aumenti a dismisura!

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Manifestazione per il salvataggio di knut:

orso polare knut
knut zoo berlino

L’orso polare Knut festeggia il primo compleanno

Knut , star dello zoo di Berlino, festeggia con serenità il primo anno di vita. Per l’occasione non è mancata la torta e gli auguri da parte del “padre adottivo” Thomas Doerflein, l’esperto dello zoo berlinese che gli è stato accanto e l’ha aiutato a crescere sin dalla nascita.
Grazie alla presenza di Knut lo zoo di Berlino ha registrato un aumento di mezzo milione di visitatori in un solo anno. Secondo qualche stima si pensa che l’orsetto abbia fruttato circa 10 milioni di euro allo zoo di Berlino. Ora, l’orso knut supera il quintale di peso, e sarà il simbolo degli ambientalisti per la difesa delle specie animali minacciate. Secondo gli esperti, l’orso polare è una specie a rischio di estinzione, in tutto sarebbero rimasti solo 25.000 orsi polari in libertà.

orso knut
orso knut

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L’indipendenza del Kosovo

Pubblicato da munga su +000029292008bSat, 16 Feb 2008 15:30:25 +0000UTC 11, 2007

Domani alle ore 17 (17 Febrraio 2008), a quanto pare, il Kosovo proclamerà unilateralmente la propria indipendenza…
E questa sarebba una notizia importante? Beh se rischia di scoppiare la guerra si!.
Ma dov’è il Kosovo? Non lontano da qui! Una volta si chiamava Jugoslavia, ci fu una guerra civile e alla fine, al posto della Jugoslavia c’erano tanti stati, piuttosto nemici tra di loro.
Uno di questi è la Serbia.

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Una provincia serba è il Kosovo; senonchè la maggioranza dei kosovari è formata da albanesi, e gli albanesi non vogliono stare agli ordini dei serbi. Dopo una trattativa mondiale che ha coinvolto pure l’Onu non si è giunti ad un accordo. I serbi non vogliono dare l’indipendenza al Kosovo, al massimo sono disponibili ad una larga autonomia che pero’ il Kosovo ha gia’. Il Kosovo vuole essere indipendente e non avere più niente a che fare con Belgrado capitale della Serbia.
Il problema è che non tutti i kosovari sono albanesi (in maggioranza), ma c’è anche una minoranza, cospicua, di serbi.

 Composizione etnica del Kosovo nel 2005 secondo l'OSCE. In rosso, le aree popolate da serbi.

Composizione etnica del Kosovo nel 2005 secondo l’OSCE.  In rosso, le aree popolate da serbi.

Gli albanesi sono in minoranza in Serbia, ma in maggioranza in Kosovo! E nell’ultimo conflitto interetnico si sono massacrati, l’odio tra i due è implacabile. La minoranza serba nelle mani dei kosovari avrebbe vita durissima! E le rispettive truppe pronte a combattere!
E pensare che c’è già un esercito internazionale dell’Onu di 28 mila uomini, 2500 dei quali sono italiani, per evitare il peggio.
Ma il problema passa anche attraverso le potenze mondiali. Infatti appena il Kosovo si sarà proclamato indipendente, italiani, francesi, inglesi subito lo riconosceranno. Gli spagnoli no! Perchè? Se gli spagnoli ammettessero che una minoranza etnica puo’ proclamarsi indipendente, avrebbero subito di fronte il problema basco. E poi se i kosovari possono andarsene per i fatti loro ed essere riconosciuti da un centinaio di nazioni, perche’ non possono far lo stesso i corsi, gli scozzesi, i fiamminghi, i tirolesi, i turchi di Cipro, gli ungheresi della Vojvodina e della Transilvania?
E allora perchè noi li riconosciamo?
Perche’ l’Europa dopo Milosevic, è culturalmente anti serba. E perchè i serbi stanno con i russi. Putin, che non vuol sentir parlare di indipendenza kosovara perchè ha il problema dei ceceni, pero’ ha detto: se il Kosovo si proclama indipendente, spingero’ gli osseti e gli abkhazi, che sono amici miei, a staccarsi dalla Georgia. Ha pero’ detto anche un’altra cosa: se il Kosovo si proclama indipendente, mandero’ i Mig ad aiutare gli amici serbi.
Ecco perchè non c’è da star tranquilli!

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Meningite

Pubblicato da munga su +000029292008bTue, 05 Feb 2008 16:19:39 +0000UTC 11, 2007

Meningite: che cos’è

La meningite è un’infiammazione delle meningi cerebrali o midollari che si caratterizza per un numero abnorme di globuli bianchi nel liquido cerebrospinale. 
È spesso su base infettiva ed è una delle infezioni più comuni del sistema nervoso centrale; a volte può colpire anche il parenchima cerebrale (meningoencefalite). 

La meningite puà manifestarsi nel giro di ore o giorni nella forma acuta, oppure in un periodo di tempo più lungo nella forma subacuta o cronica. I tipi più comuni di meningite sono quella batterica e quella asettica. Mentre la seconda è più lieve e tende ad autolimitarsi spontaneamente, la prima può evolvere rapidamente nella temuta meningite batterica acuta, spesso fatale. 

Molti batteri possono causare questa grave forma di meningite, ma i più comuni sono gli streptococchi del gruppo B (Haemophilus influenzae) durante il primo e il secondo mese di vita, e successivamente i meningococchi (Neisseria Meningitidis), e gli pneumococchi. 

Grazie all’inserimento della vaccinazione nel calendario per l’infanzia, la meningite da Haemophilus influenzae è ormai sotto controllo in tutta Europa e anche in Italia. L’infezione da pneumococco è invece più diffusa: particolarmente a rischio sono i soggetti alcolisti e quelli affetti da otite cronica, mastoidite, sinusite, polmonite da pneumococco, anemia falciforme o splenectomia. 

Ma l’agente patogeno che provoca più frequentemente la meningite nei Paesi occidentali è il meningococco, diffuso nei Paesi occidentali nei sierogruppi B e C, che si trova nel rinofaringe di circa il 5% della popolazione. Difficilmente i portatori sani sviluppano in seguito meningite. Tuttavia, la meningite meningococcica è frequente nel primo anno di vita e in comunità chiuse quali caserme, collegi, residenze universitarie. Ancora oggi, il 10% dei pazienti colpiti da meningite meningococcica muore, mentre molti dei superstiti restano invalidi a vita. 

I batteri responsabili della meningite si diffondono con le goccioline respiratorie e con il contatto. Quindi raggiungono le meningi attraverso la circolazione sanguigna, oppure per estensione diretta di infezioni adiacenti (per esempio al naso o alle orecchie). Il periodo di incubazione varia da 3-4 giorni a poche ore.

Prevenire la meningite

L’unica misura preventiva della meningite è la vaccinazione. Dal 2002 è disponibile in Italia un vaccino contro il Meningococco C, cosituito da una frazione del batterio coniugata ad una proteina per aumentare l’efficacia. Questo vaccino, che può essere somministrato anche a bambini molto piccoli, è estremamente efficace contro il meningococco di gruppo C: in Gran Bretagna, la prima nazione al mondo in cui è stato introdotto su scala nazionale, dal 1999 si è ridotto del 95% il numero di casi di malattia da meningococco C tra i bambini e i giovani al di sotto dei 24 anni.Il vaccino è fortemente raccomandato, ed effettuato gratuitamente presso le ASL, ai bambini con deficit immunitari, più a rischio di contrarre gravi infezioni. La raccomandazione è estesa però anche a tutti i bambini, soprattutto se frequentano una collettività infantile, e agli adolescenti. 
Non devono invece essere vaccinati i bambini di età inferiore a 2 mesi né quelli affetti da malattie acute. La vaccinazione antimeningococcica è ben tollerata: sono possibili reazioni locali temporanee (rossore, gonfiore, dolore, tumefazione) nella sede dell’iniezione, oppure reazioni sistemiche quali febbre, disturbi intestinali (vomito, diarrea, inappetenza), irritabilità, disturbi del sonno.
Sono estremamente rare reazioni di tipo allergico e disturbi del sistema nervoso. Il sito www.prevenzionemeningite.it è attivo per fornire ulteriori informazioni sul vaccino antimeningococcico, sui piani vaccinali e sui centri di vaccinazione presenti sul territorio nazionale. È disponibile anche un numero verde per saperne di più sulla meningite: 800.933.936.

Meningite: come riconoscerla

I pazienti affetti da meningite accusano febbre, cefalea e regidità nucale, vomito. Negli adulti si possono raggiungere condizioni gravissime nel giro di 24 ore, e nei bambini anche in meno tempo.
Spesso si manifestano crisi convulsive, nel 20% dei casi anche paralisi facciali e sordità. La disidratazione è comune, e il collasso vascolare produce shock cardiaogeni. 
L’infezione meningococcica, che può essere estesa ai polmoni, alle articolazioni e altrove, è riconoscibile per la presenza di chiazze esantematiche purpuree rilevabili dall’ispezione della testa, delle orecchie, della colonna vertebrale. Nei bambini con meno di due anni questi segni possono essere assenti, e in quelli più piccoli di due mesi i sintomi sono spesso aspecifici, soprattutto in una fase precoce della malattia. La febbre, l’ipotermia, lo scarso appetito, il vomito, la letargia e l’irritabilità sono sintomi comuni con i quali si può presentare la meningite nei neonati. Sono possibili crisi convulsive, pianti acuti e l’ingrossamento del capo e delle fontanelle. Anche negli anziani la meningite può presentare sintomi aspecifici, per esempio uno stato di confusione con o senza febbre. Inoltre, la rigidità del collo provocata dall’artite può trarre in inganno. Spesso, poi, accade che i sintomi tipici delle prime fasi della meningite vengano scambiati per quelli di un’otite o di una sinusite, e trattati di conseguenza con terapia antibiotica orale.
Questo può arrestare fino alla scomparsa l’infezione, ma si tratta di un’azione temporanea. I pazienti meningei così trattati possono sembrare allora non malati, o presentare segni più lievi e dalla progressione più lenta. Come è evidente, questa situazione può impedire in maniera significativa il riconoscimento della meningite.
La meningite si batte sul tempo
La somministrazione tempestiva degli antibiotici e le terapie di supporto hanno ridotto la mortalità delle meningiti batteriche al 10%. Tuttavia, se la meningite è trattata tardivamente o si manifesta nei neonati, o negli anziani, o nei pazienti immunodepressi, la morte è frequente. In più, coloro che sopravvivono alle infezioni gravi spesso presentano sordità, deficit di altri nervi cranici, infarto, crisi convulsive ricorrenti o ritardo mentale. La terapia primaria della meningite batterica resta quella antibiotica, da somministrare appena vi sia la certezza della diagnosi o anche, nei casi più gravi, in attesa dei risultati dell’esame del liquido cefalorachidiano. La scelta degli antibiotici dipende dall’agente patogeno e dall’età del paziente. 

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