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Meningite

Pubblicato da munga su +000029292008bTue, 05 Feb 2008 16:19:39 +0000UTC 11, 2007

Meningite: che cos’è

La meningite è un’infiammazione delle meningi cerebrali o midollari che si caratterizza per un numero abnorme di globuli bianchi nel liquido cerebrospinale. 
È spesso su base infettiva ed è una delle infezioni più comuni del sistema nervoso centrale; a volte può colpire anche il parenchima cerebrale (meningoencefalite). 

La meningite puà manifestarsi nel giro di ore o giorni nella forma acuta, oppure in un periodo di tempo più lungo nella forma subacuta o cronica. I tipi più comuni di meningite sono quella batterica e quella asettica. Mentre la seconda è più lieve e tende ad autolimitarsi spontaneamente, la prima può evolvere rapidamente nella temuta meningite batterica acuta, spesso fatale. 

Molti batteri possono causare questa grave forma di meningite, ma i più comuni sono gli streptococchi del gruppo B (Haemophilus influenzae) durante il primo e il secondo mese di vita, e successivamente i meningococchi (Neisseria Meningitidis), e gli pneumococchi. 

Grazie all’inserimento della vaccinazione nel calendario per l’infanzia, la meningite da Haemophilus influenzae è ormai sotto controllo in tutta Europa e anche in Italia. L’infezione da pneumococco è invece più diffusa: particolarmente a rischio sono i soggetti alcolisti e quelli affetti da otite cronica, mastoidite, sinusite, polmonite da pneumococco, anemia falciforme o splenectomia. 

Ma l’agente patogeno che provoca più frequentemente la meningite nei Paesi occidentali è il meningococco, diffuso nei Paesi occidentali nei sierogruppi B e C, che si trova nel rinofaringe di circa il 5% della popolazione. Difficilmente i portatori sani sviluppano in seguito meningite. Tuttavia, la meningite meningococcica è frequente nel primo anno di vita e in comunità chiuse quali caserme, collegi, residenze universitarie. Ancora oggi, il 10% dei pazienti colpiti da meningite meningococcica muore, mentre molti dei superstiti restano invalidi a vita. 

I batteri responsabili della meningite si diffondono con le goccioline respiratorie e con il contatto. Quindi raggiungono le meningi attraverso la circolazione sanguigna, oppure per estensione diretta di infezioni adiacenti (per esempio al naso o alle orecchie). Il periodo di incubazione varia da 3-4 giorni a poche ore.

Prevenire la meningite

L’unica misura preventiva della meningite è la vaccinazione. Dal 2002 è disponibile in Italia un vaccino contro il Meningococco C, cosituito da una frazione del batterio coniugata ad una proteina per aumentare l’efficacia. Questo vaccino, che può essere somministrato anche a bambini molto piccoli, è estremamente efficace contro il meningococco di gruppo C: in Gran Bretagna, la prima nazione al mondo in cui è stato introdotto su scala nazionale, dal 1999 si è ridotto del 95% il numero di casi di malattia da meningococco C tra i bambini e i giovani al di sotto dei 24 anni.Il vaccino è fortemente raccomandato, ed effettuato gratuitamente presso le ASL, ai bambini con deficit immunitari, più a rischio di contrarre gravi infezioni. La raccomandazione è estesa però anche a tutti i bambini, soprattutto se frequentano una collettività infantile, e agli adolescenti. 
Non devono invece essere vaccinati i bambini di età inferiore a 2 mesi né quelli affetti da malattie acute. La vaccinazione antimeningococcica è ben tollerata: sono possibili reazioni locali temporanee (rossore, gonfiore, dolore, tumefazione) nella sede dell’iniezione, oppure reazioni sistemiche quali febbre, disturbi intestinali (vomito, diarrea, inappetenza), irritabilità, disturbi del sonno.
Sono estremamente rare reazioni di tipo allergico e disturbi del sistema nervoso. Il sito www.prevenzionemeningite.it è attivo per fornire ulteriori informazioni sul vaccino antimeningococcico, sui piani vaccinali e sui centri di vaccinazione presenti sul territorio nazionale. È disponibile anche un numero verde per saperne di più sulla meningite: 800.933.936.

Meningite: come riconoscerla

I pazienti affetti da meningite accusano febbre, cefalea e regidità nucale, vomito. Negli adulti si possono raggiungere condizioni gravissime nel giro di 24 ore, e nei bambini anche in meno tempo.
Spesso si manifestano crisi convulsive, nel 20% dei casi anche paralisi facciali e sordità. La disidratazione è comune, e il collasso vascolare produce shock cardiaogeni. 
L’infezione meningococcica, che può essere estesa ai polmoni, alle articolazioni e altrove, è riconoscibile per la presenza di chiazze esantematiche purpuree rilevabili dall’ispezione della testa, delle orecchie, della colonna vertebrale. Nei bambini con meno di due anni questi segni possono essere assenti, e in quelli più piccoli di due mesi i sintomi sono spesso aspecifici, soprattutto in una fase precoce della malattia. La febbre, l’ipotermia, lo scarso appetito, il vomito, la letargia e l’irritabilità sono sintomi comuni con i quali si può presentare la meningite nei neonati. Sono possibili crisi convulsive, pianti acuti e l’ingrossamento del capo e delle fontanelle. Anche negli anziani la meningite può presentare sintomi aspecifici, per esempio uno stato di confusione con o senza febbre. Inoltre, la rigidità del collo provocata dall’artite può trarre in inganno. Spesso, poi, accade che i sintomi tipici delle prime fasi della meningite vengano scambiati per quelli di un’otite o di una sinusite, e trattati di conseguenza con terapia antibiotica orale.
Questo può arrestare fino alla scomparsa l’infezione, ma si tratta di un’azione temporanea. I pazienti meningei così trattati possono sembrare allora non malati, o presentare segni più lievi e dalla progressione più lenta. Come è evidente, questa situazione può impedire in maniera significativa il riconoscimento della meningite.
La meningite si batte sul tempo
La somministrazione tempestiva degli antibiotici e le terapie di supporto hanno ridotto la mortalità delle meningiti batteriche al 10%. Tuttavia, se la meningite è trattata tardivamente o si manifesta nei neonati, o negli anziani, o nei pazienti immunodepressi, la morte è frequente. In più, coloro che sopravvivono alle infezioni gravi spesso presentano sordità, deficit di altri nervi cranici, infarto, crisi convulsive ricorrenti o ritardo mentale. La terapia primaria della meningite batterica resta quella antibiotica, da somministrare appena vi sia la certezza della diagnosi o anche, nei casi più gravi, in attesa dei risultati dell’esame del liquido cefalorachidiano. La scelta degli antibiotici dipende dall’agente patogeno e dall’età del paziente. 

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